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La qualità dell’aria rappresenta un elemento rilevante per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Le principali cause dell’ inquinamento sono rappresentate dai settori industriali, del trasporto e del riscaldamento. Quest’ultimo continua ad avere un peso sempre più rilevante  divenendo uno dei contributi preponderanti per molti dei principali inquinanti atmosferici.

Il 27 ottobre 2016 Innovhub – Stazioni sperimentali per l’industria ha presentato uno studio comparativo che riguarda proprio gli apparecchi per il riscaldamento alimentati a gasolio, gas, GPL, legna e pellet per delineare quali sono i prodotti energetici più ecologici che possono porre un freno a questo crescente fenomeno. Lo studio comparativo fra combustibili ha fornito conclusioni In linea con quanto già evidenziato da una precedente relazione ENEA del 2015, ove si evidenziava come l’utilizzo del pellet e legna per il riscaldamento residenziale non porti i benefici sperati e anzi, a causa delle emissioni di particolato (PM 2.5), incrementi l’inquinamento atmosferico provocando 4danni alla salute.

Innovhub conferma inoltre lo studio modellistico ENEA nell’evidenziare, sulla base dei dati sperimentali raccolti, l’impatto negativo che le attuali politiche di decarbonizzazione, basate tra l’altro sull’incentivazione delle biomasse (pellet e legna), hanno sulla qualità dell’aria.

Ecco alcune delle più rilevanti conclusioni dell’indagine condotta da Innovhub:

  • Per quanto concerne gli IPA, con specifica attenzione al Benzo(a)Pirene come specie di riferimento, i valori più alti sono stati misurati sul pellet benché valori estremamente più elevati siano riportati per la legna. Al contrario, la concentrazione nei fumi delle caldaie a gas naturale e GPL è risultata non rilevabile (vd. figura 1).
  • Si osserva una marcata differenza fra i vari combustibili, con un incremento progressivo di due ordini di grandezza nelle emissioni di PM (particolato) passando dai combustibili gassosi, come il GPL, al pellet e di un altro ordine di grandezza passando dal pellet alla legna da ardere (vd. figura 2).

figura 1figura 2